Salute: Energia in equilibrio

La medicina occidentale classica cura l’essere umano a compartimenti stagni, come se si trattasse del motore di un’automobile. Si occupa, cioè, del singolo organo, somministrando al paziente solo ed esclusivamente farmaci; questo significa, quasi sempre, eliminare il sintomo senza andare a debellare la causa che l’ha prodotto, quindi non guarire, ma curare, ossia mettere una pezza momentanea. Anche per ciò che riguarda le patologie che investono la psiche (ricordiamo che la depressione affligge 400 milioni di individui nel mondo e questo è solo il dato ufficiale!) la moderna psichiatria si avvale quasi esclusivamente di presidi farmacologici, che danno scarsissimi risultati terapeutici reali, mentre, in compenso, sviluppano un’impressionante serie di effetti collaterali a prova di buon senso! Quasi nessuno si è ancora accorto che, da solo, questo sistema fa acqua da tutte le parti: sarebbe come se un meccanico aggiustasse il carburatore ma, per farlo, fosse obbligato a danneggiare l’impianto elettrico dell’auto.

C’è un’altra considerazione da fare: quasi tutti noi abbiamo un rapporto stranissimo con la salute, la trattiamo come se fosse la pentola delle monete d’oro in fondo all’arcobaleno, ossia un mito irraggiungibile. Prova ne sia che parliamo sempre e solo della sua assenza, la nominiamo solo quando manca. Pretendiamo il perfetto funzionamento di tutti i marchingegni che ci circondano, ricerchiamo quasi ossessivamente prestazioni ineccepibili e sempre più sofisticate da tutti gli apparecchi o mezzi di trasporto, ma poi viviamo rassegnati, immersi nei mille acciacchi del nostro corpo fisico come se fossero normali, come se fossimo stati costruiti per non funzionare! Le medicine alternative, che sono, per la maggior parte, di derivazione orientale, considerano l’Uomo nella sua interezza, nella sua globalità, fatta di fisico, mente, emozioni e spirito e quando qualcosa nel corpo fisico si ammala, cioè non funziona, significa che vi è un problema da risolvere a un altro livello.

Secondo gli orientali, il nostro organismo è percorso da sottilissimi canali chiamati «Nadi» (che significa flusso), attraverso i quali scorre l’Energia Vitale. Nei punti in cui due Nadi si incontrano vi sono i cakra. Le Nadi principali sono tre: Ida, che rappresenta l’Energia Lunare, femminile; Pingala, l’Energia Solare, maschile e Sushumna, la Nadi centrale verticale. Per immaginarle, potete pensare al Caduceo di Mercurio, che certo non a caso è il simbolo dei medici: un bastone alato sul cui fusto si arrampicano, incrociandosi, due serpenti.

I cakra sono dunque tantissimi, disseminati in tutto l’organismo (si pensi che le Nadi sono circa 72.000 secondo la tradizione), ma sette sono quelli principali, localizzati là dove Ida, Pingala e Sushumna si intersecano tra loro e sono le vere porte energetiche che regolano il nostro flusso di Energia. Sono i luoghi del nostro corpo nei quali l’Energia Vitale è più intensa e possiamo immaginarli come ruote in movimento circolare costante: «cakra» significa, appunto, «ruota». A ognuno di essi corrispondono una ghiandola, degli organi o gruppi di organi, un elemento, una pietra, un pianeta, un metallo, una nota, un mantra, un profumo, un colore, un’affermazione e un demone. Ai primi cinque, inoltre, è legato uno dei cinque sensi. Tutti hanno un compito specifico. In condizioni di equilibrio, l’Energia scorre nei cakra ininterrottamente, in modo fluido e armonico. Quando nel corpo fisico si manifesta un malessere, una disfunzione, una malattia, significa che nel o nei cakra corrispondenti vi è una carenza, un sovraccarico o addirittura un blocco di Energia, che crea una disuguaglianza – quindi una disarmonia – tra lo stato fisico e lo stato mentale, emozionale o spirituale.

Guarire significa fare in modo che si ristabilisca l’equilibrio e che l’Energia Vitale torni a scorrere nei cakra ininterrottamente e armonicamente. Per fare il solito esempio, potete immaginare un tubo di gomma per l’irrigazione, di quelli che esistono in tutti i giardini: se il tubo è avvolto su se stesso in modo lineare, l’acqua scorrerà al suo interno in maniera fluida e costante, ma se vi sono gomiti, strozzature o altri intoppi, ci sarà uno scorrimento irregolare e l’acqua non potrà fluire, ci saranno tratti troppo pieni e altri in cui il liquido non arriva e nei punti in cui la pressione è troppo forte il tubo potrà rischiare di creparsi o scoppiare.

Attenzione, però: noi siamo indiscutibilmente occidentali, figli di una cultura che per secoli e secoli ha formato non solo il nostro sapere ma anche il nostro essere. Sarebbe dunque un’imprudenza, di fronte a gravi e conclamate patologie, dimenticarci dell’esistenza di medici, medicinali e chirurghi per affidare la nostra guarigione esclusivamente a metodologie energetiche. Ma altrettanto pericoloso è il trascurare questo importante aspetto della guarigione, perché l’Energia in Equilibrio è il terreno indispensabile affinché una terapia farmacologica o chirurgica abbiano l’effetto di guarire, appunto, cioè di eliminare completamente e stabilmente il problema e non di mettervi soltanto una momentanea toppa, costellata, magari, di effetti collaterali indesiderati.

Abbinando la medicina tradizionale alle tecniche energetiche orientali si ottengono risultati apprezzabili in patologie anche gravi, così come, invece, tutti quei disagi, quei malesseri, quei disturbi che nessun medico riesce a classificare come malattia vera e propria, trovano la loro risoluzione con il solo lavoro sui cakra.

Alessandro Dc | info@dcreiki.com | +39 351 7492805