Il Reiki e i suoi livelli

Il Reiki è una tecnica orientale che sfrutta una particolare tipologia di energia al fine di ripristinare la salute e indurre rilassamento e benessere. Colui che intende addentrarsi in questa pratica e ricevere poteri di guarigione, deve superare un percorso articolato su più livelli. All’aspirante Reiki master di solito viene proposto un programma baseche contempla la storia del Reiki, la teoria sull’energia secondo la fisica quantistica, una proposta olistica di visione della malattia.

I principali livelli del Reiki sono essenzialmente tre. Per ogni livello si hanno delle attivazioni di energia e delle armonizzazioni tali da riuscire a canalizzare il flusso energetico Reiki su se stessi o su altre persone o cose.

Primo livello Reiki

Il primo livello Reiki è finalizzato all’assorbimento del dolore e alla guarigione. Per ricevere l’energia Reiki, l’adepto deve attendere che il Maestro di Reiki gliela doni. La cerimonia è breve, ma bisogna che trascorrano due giorni prima di poter intervenire. Il primo livello del Reiki consente al praticante di poter effettuare dei trattamenti base originati da una serie di posizioni delle mani sul corpo del paziente. A ciò si aggiunge l’auto trattamento, che avviene sempre con le mani a contatto del corpo e infine il trattamento veloce, chiamato anche di pronto soccorso.

SHODEN:

il Primo Livello e viene anche chiamato il livello fisico. In questa fase il praticante fa la sua prima esperienza con l’Energia, comincia a percepirne la consistenza ed a familiarizzare con essa. L’Energia, quella “cosa” che per molti giovani praticanti era un’astrazione quasi mistica, diventa un’esperienza molto concreta e fisica. Comincia un processo di cambiamento su vari livelli: fisico, mentale ed energetico.

Vengono insegnate alcune tecniche di trattamento come il trattamento completo, il trattamento veloce, l’autotrattamento, ecc. Attraverso queste semplici ma fondamentali tecniche il praticante comincia a lavorare su se stesso e sugli altri. In questo tipo di lavoro ha una parte importante, il contatto fisico. Attraverso il contatto delle mani è ora possibile portare Energia in parti specifiche del corpo! Non solo: il contatto fisico con il nostro corpo o con quello del nostro ricevente ci permette di riscoprire in modo nuovo la nostra fisicità.

Accade spesso che, pur vivendo in una società in cui l’immagine del corpo è fondamentale, vi sia in noi una quasi totale incoscienza della nostra dimensione corporea: infatti siamo quasi del tutto inconsapevoli delle tensioni nel nostro corpo, ignoriamo la portata dei movimenti che ci sono possibili. Questa non conoscenza del nostro corpo corrisponde inevitabilmente ad una non conoscenza di parti fondamentali anche della nostra psiche. Le emozioni che proviamo durante il corso della vita si “imprigionano” nei muscoli: la somma di tutte queste micro contratture forma quella che chiamiamo postura. Attraverso il Reiki è possibile riscoprire questa dimensione, cominciando finalmente ad ascoltare davvero la nostra fisicità.

Spesso viene detto che l’operatore Reiki deve essere “un Canale di Energia”, a questo livello viene richiesto un atteggiamento per il quale è l’Energia che “deve fare”, il praticante deve “solo” spostare le mani sul corpo del ricevente secondo le tecniche apprese o, una volta acquisita una certa esperienza e sensibilità, dove sente ce ne sia bisogno.

Essere un canale puro di Energia significa sentirsi come una sorta di canna vuota attraverso la quale essa scorre: meno mettiamo di nostro (intenzioni, desideri, ecc.) e più saremo in grado di veicolare maggior energia (come una canna internamente vuota e non ostruita da alcuna cosa).

Il NON fare e il lasciar scorrere sono alla base del lavoro di primo livello.

Secondo livello Reiki

Trascorse tre settimane, si può passare al secondo livello del Reiki. Questo comprende un livello energetico più profondo da dover amministrare. Nel fare questo, intervengono i simboli del Reiki, catalizzatori di energia. L’adepto dovrà imparare a riconoscerli, nominarli e utilizzarli in maniera corretta. Il secondo livello del Reiki consente di poter trattare i disturbi mentali, come ansia e depressione, e altri aspetti della vita, riportando benessere e serenità.

Nel secondo livello Reiki, esiste anche il trattamento a distanza.

OKUDEN:

è il Secondo Livello, e viene chiamato anche il livello mentale. Si tratta di un passaggio importantissimo nella pratica del Reiki, passaggio che apre nuovi orizzonti e possibilità. In questa fase si apprendono, tra l’altro, i primi tre  Simboli Reiki del sistema di Usui e le varie modalità d’impiego.

Si apprendono tecniche come il trattamento mentale, il trattamento di situazioni presenti passate e future, ma sopratutto, si impara a relativizzare il concetto e la percezione di spazio-tempo. Attraverso l’uso dei simboli e di alcune tecniche mentali, ad esempio la visualizzazione, si sperimenta la possibilità di “muovere” una quantità sempre maggiore di energia in un crescente numero di situazioni. Iniziando ad utilizzare queste tecniche il lavoro su di noi risulterà, rispetto allo  Shoden, notevolmente amplificato e sopratutto molto più “consapevole” e mirato.

Okuden viene definito il livello mentale, infatti, al contrario del primo livello, nel quale era essenziale il “non fare”, ora è importante imparare ad “imprimere uno scopo” ai flussi ai quali si attinge. Una delle più grandi possibilità offerte da questo livello è quella di poter entrare in un sempre più profondo contatto con la nostra parte inconscia e, portandovi energia, sciogliere blocchi. Emergono e vengono superate, in questo modo, problematiche anche molto profonde..

E’ importante precisare che Reiki ha una modalità di intervento estremamente dolce. Con il Reiki di secondo livello non emergerà nulla dall’inconscio che non siamo in grado di sostenere a livello psichico. Estremamente gravi sarebbero le conseguenze nel caso in cui venisse scoperchiato il vaso di Pandora, lasciandoci di fronte alle nostre paure più profonde senza le naturali difese. Meccanismi di difesa dell’Io, come la rimozione o la proiezione, entrano in funzione proprio quando una “problematica” è talmente forte da non poter essere “sopportata” dalla parte cosciente.

Quello che succede, nella pratica del Reiki di secondo livello, è che, sciogliendo i blocchi energetici, le emozioni liberate vengono in qualche modo “ridimensionate”. Spesso paure, e problemi ci sembrano insormontabili. Tuttavia basta lasciar andare le tensioni che li nutrono e, problemi e paure, ci appariranno subito decisamente meno enormi da affrontare. Inoltre l’azione di Reiki è volta anche a rinforzare la nostra consapevolezza e coscienza donando una maggiore sicurezza nell’affrontare la Vita.

Molto spesso, purtroppo, i nostri “malesseri” sono talmente profondi ed antichi che ci identifichiamo con essi. A volte lasciare andare, cattive abitudini o altri aspetti che non ci fanno star bene, è molto difficile proprio perchè esiste una paura inconscia di perdere parte della nostra identità, o per meglio dire, parte dell’immagine (mappa) che ci siamo fatti della nostra identità. Durante il cammino legato al secondo livello capita spesso che i praticanti smettono per un periodo, che può anche durare anni, di praticare il Reiki. Questo è assolutamente normale. Sta ad indicare che si è incontrato un nodo “tosto” e c’è una parte di noi che “teme” di star meglio. Reiki lavora, in maniera variabile a seconda dei casi, anche durante un periodo di “ferma”, in cui non si pratica. E’ evidente che un lavoro attivo e costante, consente di aumentare e velocizzare notevolmente gli effetti positivi di Reiki.

Il lavoro con il secondo livello è estremamente affascinante e consente una notevole presa di coscienza di come “funzioniamo”. Per la particolarità e la profondità di questo lavoro è importante non abbandonare mai anche la parte fisica del primo livello. In questo modo potremmo godeci ed sperimentare le possibilità offerte dalla dualità (fare-non fare, mentaleemozionale-fisico, attività-passività, interno-esterno, conscio- inconscio, ecc).

Terzo livello Reiki

Il terzo livello Reiki è un livello di tipo didattico, che viene utilizzato dal praticante per poter diventare un Reiki Master. A seguito di una maturata esperienza, un lavoro di purificazione personale, l’aspirante guaritore apprende ulteriori tecniche di radicamento, pulizia, strofinamento, pulsazione e percussione. Si caratterizza per il conferimento del “simbolo del Maestro” e per il procedimento segreto dell’attivazione. Il destinatario della guarigione del terzo livello Reiki è l’umanità.

Il percorso del Master

SHINPIDEN:

è l’ultimo livello, il livello del Master, anche se è consuetudine dividerlo in due sottolivelli, comunemente chiamati 3A e 3B. Questa divisione nasce dall’esigenza di molti praticanti che, avendo sviscerato il secondo livello, vogliono completare la loro formazione.

Ricevendo l’ultima iniziazione, la conoscenza del 4° simbolo e le relative tecniche di impiego, essi possono sperimentare la totalità delle potenzialità del Reiki, senza tuttavia dedicarsi all’insegnamento.

Dopo aver sperimentato e integrato in noi la parte fisica con il primo livello, la parte mentale-emozionale del secondo livello, con il terzo livello si incontra invece la parte più puramente spirituale o trascendente.

Il percorso che era partito con il “non fare”, proseguendo poi, attraverso le tecniche apprese con il secondo livello, con una dimensione più attiva, diventa un “non fare CONSAPEVOLE“.La differenza rispetto al “non fare” del primo livello, sta nella nostra accresciuta consapevolezza. Il percorso compiuto, ora ci consente di sentirci veramente parte integrante di questa energia. Potremmo dire che “Il non fare” in effetti diventa un “lasciarsi andare“.

Non si tratta ovviamente di una consapevolezza “intellettuale” che non può essere fino in fondo spiegata a parole. Si tratta di un vero e proprio Sentire! e che come tale, passa attraverso un’esperienza vissuta e non raccontata.

Vi sono molte tecniche che hanno in esse la possibilità di arrivare a raggiungere queste consapevolezze: Reiki è “solo” una strada. Infatti, la cosa fondamentale, al di là delle tecniche utilizzate, sta nella possibilità per ogni essere umano di arrivare al riconoscimento dell’Unità.

Per chiunque abbia conseguito il 3A, e senta la spinta di insegnare Reiki, è previsto il corso 3B nel quale vengono affrontate tutte le tematiche legate alla didattica del sistema di Usui: dall’insegnamento di tutte le tecniche di iniziazione alle modalità di gestione di un gruppo, alle problematiche relative al ruolo di master, ecc. Si tratta di un percorso della durata di circa un anno, nel corso del quale al di là delle discipline e delle tecniche che si apprendono, il futuro Master è chiamato a compiere un profondo lavoro interiore

Diventare Master di Reiki è senza dubbio una grande opportunità di crescita a moltissimi livelli, proprio per questo richiede una forte responsabilità e correttezza nei confronti delle persone a cui ci si rivolge.

Alessandro Dc Master| info@dcreiki.com | +39 351 7492805