Uno degli esercizi fondamentali della bioenergetica è anche il più facile e il più semplice da eseguire. Lo si usa per far iniziare le vibrazioni nelle gambe e aiutare a sentirle. È anche il nostro esercizio di base per il ‘grounding’ o contatto col suolo. Eseguirlo senza alcun riscaldamento preliminare può portare o non portare a delle vibrazioni. In genere i giovani hanno una reattività pronta. Le persone meno giovani, i cui corpi sono meno carichi e più rigidi, potrebbero non sentire alcuna vibrazione. Anche le loro gambe, tuttavia, possono vibrare, dopo aver eseguito alcuni degli altri esercizi che riducono la rigidità, approfondiscono la respirazione, e aumentano la carica energetica (quantità di energia, dell’eccitazione o corrente nel corpo).

ESERCIZIO 1 / ESERCIZIO
DI VIBRAZIONE E DI ‘GROUNDING’

State in posizione eretta, con i piedi distanziati di circa 25 cm., le punte leggermente in dentro in mo- do da estendere alcuni dei muscoli delle natiche. Flettete il busto in avanti fino a toccare il pavimento con le dita delle mani come nella figura 2. Le ginocchia dovrebbero essere leggermente piegate. Non ci dovrebbe essere alcun peso sulle mani; tutto il peso del corpo sta sui piedi. Lasciate andare la testa il più in giù possibile.
Respirate con Ja bocca liberamen- te e a fondo. Assicuratevi di conti- nuare a respirare. (Dimenticatevi di respirare con il naso per il mo- mento).
Mettete il peso del corpo in avan- ti in modo che stia sugli avampiedi. I talloni possono essere leggermen- te sollevati.

Ci sono due comandamenti che, se osservati, aiutano a conseguire e a mantenere il ‘grounding’ Il primo prescrive di mantenere le ginocchia sempre leggermente flesse. Irrigidirle quando si è in piedi trasforma tutta la parte inferiore del corpo, dalle anche in giù, in una struttura rigida, che funge allora da supporto meccanico o da mezzo meccanico di loco- mozione. Ciò impedisce di fluire nella parte -inferiore del corpo e di iden- tificarsi con essa.
Le ginocchia sono gli ammortizzatori del corpo. Quando si è sottoposti a una pressione, le ginocchia si flettono, facendo passare la forza attra- verso il corpo e nel terreno. Se le ginocchia sono serrate, la forza è intrap- polata nel fondo della schiena, producendo una condizione di ‘stress’ che darà luogo a disturbi nella zona lombo-sacrale. È consigliabile piegare sem- pre le ginocchia quando si sollevano oggetti pesanti. Non ci rendiamo conto che le pressioni psicologiche sono l’equivalente dei pesi fisici per il corpo. Se tentiamo di sostenere queste pressioni con le ginocchia serrate ne riceviamo l’impatto nella zona lombo-sacrale.

ESERCIZIO 2 / FLESSIONE DELLE GINOCCHIA
State in posizione eretta con i piedi distanti di circa 20 cm. nella posi- zione che è solita. Osservate se le ginocchia sono rigide o piegate, se i piedi sono paralleli o volti all’ester- no, se il peso è in avanti sugli avaro- piedi o indietro sui talloni.
Ora flettete leggermente le gi- nocchia. Girate i piedi in modo che siano assolutamente paralleli. Spo- state il peso in avanti senza alzare i talloni, cosicché poggi sugli avaro- piedi. Lentamente, raddrizzate e
piegate le ginocchia sei volte, poi mantenete la posizione per circa 30 secondi, respirando con natura- lezza.

  • Questa posizione vi sembra in- naturale? Se sì, non avete mante- nuto la posizione eretta nel modo corretto.
  • Sentite le gambe malferme? Vi sentite insicuri su di esse?
  • È migliorata in voi la percezio- ne dei vostri piedi sul terreno?
  • Siete consapevoli della flessi- bilità fornita dalle ginocchia quan- do non sono serrate o tenute rigide?

La seconda raccomandazione è di lasciare il ventre in fuori. Molti dapprima lo trovano difficile; offende la loro idea di posizione corretta e di bell’aspetto. È stato fatto loro il lavaggio del cervello con la massima del buon portamento “pancia in dentro, petto in fuori, spalle in alto” Forse questo portamento può essere indicato per un soldato che deve funzionare come un automa, ma è l’epitome della rigidità. Nega infatti l’autonomia, la spontaneità e la sessualità della persona. La pancia risucchiata in dentro rende la respirazione addominale molto difficile e costringe a gonfiare troppo il petto per avere abbastanza aria. Il continuo ed eccessivo gonfiamento del petto è uno dei fattori responsabili dell’enfisema.

Tenendo la pancia in dentro e le spalle in alto, si consuma moltissima energia per combattere la propria natura animale fondamentale. E non vi si riesce, nonostante la fatica. Se qualcuno vi ordinasse di andare in giro tenendo alta la mano destra come la Statua della Libertà in segno di indipendenza, voi considerereste una posa del genere una fatica non necessaria. Questo è al- trettanto vero per ogni atteggiamento forzato o voluto. È faticoso assumere un qualsiasi atteggiamento del corpo che richieda sforzo: un lavoro inutile e superfluo che serve solo a creare un’immagine.
Lasciare il ventre in fuori sembra scandalizzare soprattutto le donne. Per loro è sciatto e poco attraente. La loro immagine di bellezza femminile è la coniglietta di Playboy, con il suo ventre ben tenuto dentro e il seno in fuori. Si crede che questo sia sessualmente eccitante per gli uomini. Forse per al- cuni, che provano repulsione e paura per una donna con la pancia, nella quale vedono una figura materna. Invece, la pancia è una caratteristica della donna matura, l’assenza di pancia della ragazza adolescente. L’attrattiva ses- suale di un’adolescente è rivolta a un adolescente (di qualunque età), non a un uomo maturo.
Il fatto è che la pancia tirata in dentro tronca ogni sensazione sessuale nel bacino, quelle piacevoli, struggenti sensazioni che trasformano il sesso da mera esecuzione e scarica in un’espressione d’amore. La vera obiezione di molte donne al fatto di lasciare il ventre in fuori è che si tratta di qualcosa di troppo sessuale. Sciatto significa rilassato e la rilassatezza implica una donna libera. Nell’era vittoriana le donne indossavano dei corsetti per conte- nere la loro sessualità; non potevano letteralmente essere considerate donne libere. Mentre abbiamo abbandonato il busto fisico, ne abbiamo adottato uno psicologico che è anche più efficace perché non si può togliere di dosso a piacere.
Anche molti uomini sono contrari a lasciare il ventre in fuori. Hanno paura dell’aborrita pancetta, che è certo poco attraente. Ma quando si osservano persone con la pancetta, si nota che in effetti l’addome non è lasciato in fuori. È fortemente contratto e i muscoli della parete addominale sono tenuti tesi e spastici. C’è una fascia che stringe al livello dell’ombelico o delle cre- ste iliache. La pancia sporge al di sopra di questa cintura di costrizione, che funge da diga per impedire il deflusso verso il basso del sentire e dell’eccita- zione. L’energia, sotto forma di grasso, si annida sopra la diga, producendo la protuberanza così comunemente riscontrabile negli uomini di mezza età. Col tempo anche i muscoli addominali contratti tendono ad afflosciarsi, aumen- tando la protuberanza.
Le figure che seguono m ostranocome si sviluppa la protuberanza. La figura 3 mostra la posizione naturale di pancia in fuori di una persona adulta. Nella figura 4 si è formata una pancetta in seguito all’arginamento della corrente discendente di eccitazione tramite la contrazione della parete addominale in- feriore. Nella figura 5 la pancetta si è trasformata in un pancione perché i muscoli superiori si sono indeboliti e allentati sotto la pressione della pro- tuberanza.

Se si può rompere l’argine, cioè se si riesce ad allentare la fascia di ten- sione, la pancia scomparirà lentamente. L’ho visto succedere a molti uomini. Ed è possibile solo se la persona riesce a prender coscienza della costrizione e della rigidità.
La cosa sorprendente è che molte persone non riescono a lasciare il ventre in fuori. Tenerlo dentro fa ormai parte del loro modo di essere e non è facile che cambino. Quando provano a lasciar in fuori il ventre, si rendono conto che esso esce in fuori solo molto leggermente. E non appena la loro attenzione si sposta altrove, il ventre viene di nuovo risucchiato in dentro. Lo stesso succede con le ginocchia serrate. Si possono tenere leggermente piegate quando si è coscienti delle ginocchia, ma tendono a raddrizzarsi di nuovo quando non ci si pensa più. Occorre molta pratica per abbandonare queste cattive abitudini.

ESERCIZIO 3 l PANCIA IN FUORI
State in posizione eretta con i piedi distanti di circa 20 cm. l’uno dal- l’altro e diritti il più possibile. Pie- gate le ginocchia leggermente. Senza alzare i talloni dal pavimento, inclinatevi in avanti, in modo che il peso del corpo si sposti sugli avampiedi. Mantenere il corpo diritto ma non rigido (vedi figura 3). Ades- so lasciate sporgere il ventre (addome inferiore) il più possibile in fuori. Respirate liberamente per un minuto.
Lo scopo di questo esercizio è di permettervi di sentire le tensioni nella parte inferiore del corpo.

  • Riuscite a lasciare la pancia in fuori?
  • Rimane in fuori o vi accorgete che viene tirata di nuovo in den- tro?
  • Questa posizione vi fa sentire ‘sciatti’ o ‘rilasciati’?
  • Sentite le gambe malferme? Avete paura che non vi sostengano? I vostri movimenti respiratori si estendono al basso addome? Sta-
    te respirando nel ventre?

ESERCIZIO 4 | L’ARCO

Questo esercizio è simile al precedente, tranne che mette il corpo sotto ‘stress’ per aprire in modo più completo la respirazione e spo- stare maggiormente la tensione sul- le gambe. Se eseguito correttamente, aiuta ad allentare la tensione nel ventre che è all’origine della protuberanza. Un esercizio simile è eseguito da chi pratica il T’ai chi.*

State in posizione eretta con piedi distanziati di circa 45 cm. e le dita leggermente volte in dentro.
Adesso ponete entrambi i pugni, con le nocche rivolte in alto, contro le reni.
Piegate entrambe le ginocchia quanto più potete senza sollevare i talloni dal pavimento.
Inarcatevi all’indietro sopra i pu- gni, ma assicuratevi che il vostro peso rimanga in avanti sugli avampiedi.
Respirate profondamente nel ventre.
Sentite qualche tensione sul
fondo schiena? Se sì, questo indica che c’è una considerevole tensione in questa parte del corpo.
Sentite qualche dolore o ten- sione sulla parte frontale delle cosce o sopra le ginocchia? Se le gambe sono rilassate, non dovreste sentire nessuna tensione eccetto che alle caviglie e ai piedi, che sostengono il peso del corpo.

  • Cominciano a vibrare le gambe?
    Siete capaci di mantenere un arco perfetto? Il vostro sedere è ti- rato indietro o è spinto in avanti? In entrambi i casi avete rotto l’ar- co e l’energia e le sensazioni non affiuiranno nei piedi.

RIPETETE L’ESERCIZIO l 1 ESERCIZIO BASE DI VIBRAZIONE E DI GROUNDING’
Tutti gli esercizi in cui ci si marca all’indietro, sia nella posizione dell’arco che sopra il cavalletto bio- energetico, sono regolarmente seguiti da un esercizio in cui ci si flette in avanti. Questo non solo allenta la tensione e aumenta la flessibilità del corpo, ma favorisce anche la scarica dell’ecci- tazione accumulata nell’esercizio precedente. Tale scarica è data dalle vibrazioni nelle gambe:
Ripetete l’esercizio descritto prima. Piegatevi in avanti e con le punte delle dita toccate il pavimento senza mettere su di esse alcun peso. Partite con le ginocchia piegate, quindi lentamente raddrizzate le gambe finché non sentirete partire le vibrazioni. Non serrate le ginocchia tirandole indietro perché questo immobilizza le gambe.
Respirate con calma e profondamente.
Mantenete la posizione per circa un minuto.
Sentite le vibrazioni nelle gambe?

  • Sono più forti di quando avete eseguito l’esercizio precedentemen- te?
    Ritornate in posizione eretta con le ginocchia leggermente piegate. Rilassatevi come avete fatto duran- te il primo esercizio di questa se- rie, lasciando la pancia e respiran- do con calma.
  • Le gambe stanno ancora vi- brando?
  • Come sentite i piedi in rappor- to al pavimento? Vi sentite più col- legati al pavimento o con più ‘grounding’, come diciamo noi?
  • Siete più consapevoli delle gam- be e dei piedi? Ve li sentite più ‘presenti’?

Il ‘grounding’ è la chiave del lavoro bioenergetico. Se siete ben radicati, il vostro corpo sarà naturalmente bilanciato, diritto e saldo. La vostra energia scorrerà liberamente. Potrete anche notare che i vostri occhi saranno più chiari e la visione migliore.
Il ‘grounding’ è strettamente collegato alla respirazione, come potete aver osservato durante gli esercizi. Più vi ‘lasciate scendere’ dentro di voi, più profonda è la vostra respirazione. È importante, comunque, rendersi conto del proprio modo di respirare e capire come ‘ci si trattiene’ da una respirazione libera e piena.