Volendo dare una definizione delle Discipline Bio Naturali, possiamo rifarci a uno dei pochi dati normativi presenti nella legislazione nazionale all’interno della Legge Regionale 2/2005 della Regione Lombardia, che le descrive così:

“le Discipline Bio Naturali consistono in attività e pratiche che hanno per finalità il mantenimento e il recupero dello stato di benessere della persona, che non hanno carattere di prestazione sanitaria, che tendono a stimolare le risorse vitali dell’individuo attraverso metodi ed elementi naturali la cui efficacia è stata verificata nei contesti culturali e geografici in cui la singola Disciplina si è sviluppata “.

Le Discipline Bio Naturali (o Discipline Olistiche) sono estremamente diverse e raccolte sotto una definizione comune: sembrano produrre una lista apparentemente eterogenea, nell’ambito della quale non sono le origini e gli aspetti tecnici che possono motivare l’appartenenza a uno stesso insieme.

Perché, dunque, si parla di discipline naturali come di una precisa categoria? Dove cercare similitudini e aspetti omogenei?

Le DBN non sono la semplice rivisitazione di antiche cure, ma incarnano l’espressione di un’esigenza creata dalla modernità: quella di operare per la prevenzione della salute ancor prima delle indagini cliniche preventive (utili per combattere tutte le predisposizioni patologiche).

L’essere umano è di fronte a una crisi d’opulenza: c’è troppa roba, tanta gente, troppe informazioni e stimoli in eccesso. Le stesse congiunture economiche sono dovute non più a carenze, bensì ad eccedenze di prodotti.

Ecco allora emergere nuove figure capaci di operare per il benessere delle popolazioni, vale a dire operatori olistici formati per educare al nuovo l’essere umano, per integrarlo e preparare i giovani alla vita nel nuovo millennio.