Reiki. Energia Vitale Universale

Reiki è «quella Forza che crea e mantiene ogni forma di Vita nell’Universo» di cui parlano tutte le tradizioni di tutte le epoche, pur dandole nomi diversi. Infatti è il Chi dei cinesi, il Ki dei tibetani e dei giapponesi, il Prana degli indù, lo Jesod della cabala ebraica, la Forza Guaritrice della Natura di Ippocrate, il Ka degli antichi Egizi, il Fluido Vitale degli alchimisti, il Telesma della tradizione ermetica, lo Spirito Santo di quella cristiano-cattolica. Già da questi pochi cenni ben si comprende come non ci stiamo accostando a una «novità», ma stiamo andando a ripescare nella nostra memoria sottile, qualcosa che già fa parte di noi e di cui ci siamo semplicemente dimenticati. Ogni bambino, nel momento in cui si affaccia alla Vita, è un canale aperto tra il mondo materiale e l’Energia Vitale Universale. Poi, con quella che non a caso viene chiamata l’età della ragione, questi canali di collegamento si chiudono, del tutto o in parte e le strutture mentali gettano un’ombra sul Ricordo, nascondendolo.

È la fisica moderna ad affermare la vitalità che pervade tutto l’Universo, dicendo che esso vibra. E la vibrazione è movimento, il movimento è divenire, il divenire è Vita. Oggi sappiamo che non esiste la materia inanimata, ma che anche ciò che apparentemente non «vive», secondo un concetto molto ristretto e umanizzato di vita, ha una sua vitalità, conferitagli dalla vibrazione dei suoi atomi. Se poi cambiamo disciplina e addentrandoci nei misteri della biologia osserviamo il corpo umano, scopriamo che esso è composto da un numero illeggibile di cellule (circa cento bilioni, dice chi si è preso la briga di contarle!), ognuna delle quali contiene il piano strutturale genetico dell’intero organismo. L’esistenza del DNA è una scoperta relativamente recente, poiché risale alla seconda metà del 1900, ma tanto è bastato per mettere in crisi i più illuminati dei nostri attuali scienziati (non molti, per la verità, visto che scienza ufficiale e «illuminazione» vanno d’accordo come cavoli e merenda) che hanno dovuto riconoscere come una tale perfettissima organizzazione non possa essere scaturita da una serie di casualità. Molti di essi si sono spinti fino formulare l’ipotesi che esista una Forza Intelligente che ha pensato, voluto, creato tutto ciò e che ricrea in continuazione l’intero Universo. La fisica quantistica dice qualcosa di molto simile nella teoria della Supergravitazione, nella quale descrive un campo unificato, perfettamente equilibrato, di Intelligenza Pura, in reciproco rapporto solo con se stesso, che produce tutte le Forze e tutta la materia dell’Universo. Questa teoria, verificabile in ogni testo di fisica, coincide con ciò che tutte le tradizioni affermano da millenni: l’esistenza di uno «Stato dell’Essere artefice di ogni forma di Vita, che contiene in sé tutta la Creazione e la cui Energia vive in tutte le cose come Energia Vitale Universale».

Non è necessario chiamarla Dio, anzi, credo che questa sia una definizione di comodo: infatti la conoscenza dei segreti della Natura e del loro uso fu per millenni appannaggio della classe sacerdotale di qualsiasi religione, che si guardò bene e con ogni mezzo dal divulgarla. Pertanto, la ammantò sempre di mistero, di misticismo, di dogmatismi, di superstizione, di proibizioni… al punto che, per esempio, Galileo fu messo sotto accusa dalla Santa Inquisizione e costretto a rinnegare le sue teorie – poi rivelatesi esatte! – per salvarsi la vita. Dunque, anche l’uso dell’Energia Vitale Universale fu per millenni tenuto segreto, al punto che se ne perse notizia.

Mikao Usui

Mikao Usui nacque il 15 agosto del 1865 nel villaggio di Yago, distretto di Yamagata, prefettura di Gifu, che il suo nome era, sì, Mikao, ma che veniva chiamato anche Gyoho o Kyoho e Usui Sensei dai suoi allievi. Fin dall’età di quattro anni entrò a far parte di una scuola di buddhismo Tendai nei pressi (guarda un po’…) del monte Kuriyama e durante la sua vita studiò medicina, psicologia, religione, predizione del futuro e anche kiko, disciplina che insegna un metodo di guarigione basato sullo sviluppo e l’utilizzo dell’energia vitale. Il giovane Usui, però, scoprì che questo sistema comportava, durante i trattamenti, una grande dispersione di energia personale e iniziò a domandarsi se fosse possibile evitare tale inconveniente.

Trascorsero gli anni e Mikao Usui divenne segretario del capo del dipartimento della salute e del benessere Pei Gotoushin, in seguito eletto sindaco di Tokyo ed entrò anche a far parte del Rei Jutu Ka, un gruppo esoterico che si occupava dello sviluppo delle facoltà psichiche.

Nel 1914, in seguito a un declino della sua vita professionale (l’epitaffio dice che Usui «cadde in disgrazia») decise di recarsi di nuovo nei luoghi della sua prima formazione e salì sul monte Kuriyama per prendere parte a un seminario di digiuno e meditazione della durata di ventun giorni. Fu durante questa esperienza che ebbe la rivelazione di quello che sarebbe diventato l’Usui Shiki Ryoho, trovando contemporaneamente la risposta alla domanda che aveva incominciato a porsi fin da giovane: come divenire canale di passaggio per l’Energia Vitale, in modo che, durante i trattamenti, l’energia personale non venga minimamente coinvolta.

Mikao Usui era il rettore di una piccola Università cristiana di Kyoto e, spronato dai suoi allievi che gli domandavano quale Forza avesse permesso al Cristo di operare guarigioni, partì alla ricerca di una risposta. Girò il mondo, consultando tutti i testi possibili, studiando e ricercando con metodo scientifico, conseguì una laurea in teologia presso l’Università di Chicago, ma non avendo trovato nulla, dopo sette anni di inutili indagini riprese, ormai scoraggiato, la strada di casa. Giunto di nuovo nelle vicinanze di Kyoto, fu colto da un forte temporale, che lo costrinse a cercare rifugio in un monastero Zen a pochi chilometri dalla città, dove gli fu consentito di consultare le antiche trascrizioni dei discorsi del Buddha. Usui vi trovò la descrizione di formule, metodi e simboli di guarigione e si convinse di aver trovato la risposta che aveva cercato per sette lunghi anni. Tutto rimaneva teorico, però: aveva la spiegazione, ma non era in grado di utilizzarla. Si recò, allora, sul vicino monte Kuriyama, dove rimase in meditazione per ventun giorni, leggendo gli antichi sutra, digiunando e recitando mantra. Per avere la nozione del tempo, aveva disposto davanti a sé ventun sassolini e ogni giorno ne gettava via uno. Quando giunse l’alba del ventunesimo giorno, vide un raggio di luce dirigersi verso di lui facendosi sempre più intenso e si immobilizzò, colto da grande paura. Il raggio lo colpì nel centro della fronte e immediatamente egli vide una miriade di colori scintillanti, che lasciarono il posto a una luce bianca all’interno della quale si stagliavano, in oro, i simboli che aveva già visto nei manoscritti sanscriti. «Io ricordo!» esclamò, allora, Mikao Usui. Quando si riprese, si accorse che il sole era già alto nel cielo, ma sentì anche che una nuova energia era entrata in lui e che non avvertiva né fame, né sete, né stanchezza. Nel ridiscendere dalla montagna, si ferì gravemente un piede, ma gli fu sufficiente tenere per qualche minuto l’estremità offesa tra le mani per sentir scomparire il dolore e arrestare l’emorragia. Parimenti, giunto in una locanda guarì la figlia (o la nipote) dell’oste che pativa per un forte mal di denti e rientrato al suo monastero la sera stessa portò istantaneamente sollievo all’abate, costretto a letto da un attacco di artrite. Decise allora di recarsi nel ghetto di Kyoto, per portare la guarigione ai mendicanti, spronandoli a migliorare le loro condizioni di vita, ma dopo sette anni di lavoro si accorse che qualcosa non aveva funzionato. Infatti, la maggior parte di coloro che aveva aiutato ritornavano da lui nelle stesse condizioni di prima. Si rese quindi conto che la guarigione non è un fatto puramente fisico, ma scaturisce dalla gratitudine nei confronti della Vita e dall’impegno personale. Elaborò, allora, i principi e le regole di Reiki e si dedicò non più a darlo, ma a insegnarlo.

La storia prosegue con la descrizione di ciò che Mikao Usui fece per codificare e diffondere il sistema di guarigione da lui ritrovato e si conclude con la sua morte, avvenuta il 9 marzo 1926. Prima di passare a miglior vita, comunque, egli iniziò alcuni master.

Le parole incise sul monumento funebre di Mikao Usui, chiunque egli sia stato, ne sono la miglior testimonianza:

Reiki non solo guarisce i disturbi, ma aumenta le capacità innate, equilibra lo spirito, rende il corpo sano e aiuta a raggiungere la felicità. […] Per iniziare a diffondere Reiki è importante incominciare da qualcosa vicino a te, non partire da lontano come la filosofia o la logica. […] Siediti tranquillo e silenzioso ogni mattina e ogni sera […] segui i Grandi Principi e sii pulito e quieto. Lavora con il Cuore e fai le cose che provengono dalla tua parte interiore. Tutti possono avere accesso a Reiki, perché Reiki inizia dentro di te. […] Se Reiki sarà diffuso in tutto il mondo arriverà al cuore degli uomini e alla morale della società. Sarà utile per molte persone, non solo per guarire le malattie, ma la Terra, come un tutt’uno.

Alessandro Dc | info@dcreiki.com | +39 351 7492805