I sette cakra principali sono i centri del nostro corpo dove le energie si addensano. Il termine proviene dal sanscrito e significa «ruota» o «vortice di forze». Questi vortici assomigliano un po’ ai cerchi che si formano nell’acqua quando si butta una pietra.

I cakra sono delle porte invisibili a occhio nudo (come invisibile, ma non per questo irreale, è la nostra Aura) attraverso le quali l’Energia Vitale, sotto forma di Luce, fluisce nei nostri corpi; i cakra hanno il compito di trasformare questa Energia scindendola nei sette colori dell’arcobaleno (o del prisma ottico, per gli amanti della logica), affinché noi possiamo assorbirla e utilizzarla per riequilibrarci. Vediamoli uno per uno, nel dettaglio, tenendo sempre presente che tutte le notizie che ci sembra di ascoltare per la prima volta sono invece cose che conosciamo benissimo, ma di cui, molto semplicemente, non ci ricordiamo più.

Primo Chakra:

è localizzato alla base della colonna vertebrale, in zona perineale, vale a dire tra l’ano e la vagina nelle femmine e tra l’ano e i testicoli nei maschi. Controlla gli organi genitali e le ghiandole surrenali. Gli corrispondono le ossa, le gambe e l’intestino crasso.

È collegato alla sopravvivenza e a tutto ciò che è materialità: è infatti il cakra dell’autoaffermazione sul piano materiale. In condizioni di equilibrio, dona coraggio, capacità di difendersi e gioia di vivere.

Il suo nome in sanscrito è Muladhara, che significa «radice/sostegno»: infatti è anche chiamato «cakra della radice», poiché è il nostro collegamento alla Terra.

Elemento: terra Colore: rosso Nota: do Mantra: Lam Pietre: diaspro rosso, rubino, granato, magnetite Pianeti: Terra e Saturno Metallo: piombo Profumo: garofano, cedro Senso: olfatto Affermazione: «Io ho» Demone: Paura

Muladhara, che significa «radice/sostegno»

Secondo Chakra:

è localizzato tre dita sotto l’ombelico. È legato alle ovaie o alla prostata e ai testicoli. Gli corrispondono gli organi riproduttivi, il sistema urinario e quello renale.

È collegato al desiderio, al piacere, alla sessualità, alla procreazione e al corpo eterico. Il suo nome in sanscrito è Svadhisthana, che significa «dolcezza». È il cakra della vitalità e della creatività sul piano materiale.

È detto anche «Centro Hara». Secondo gli orientali è attraverso il secondo cakra che entra ed esce la Vita: infatti il suicidio rituale dei samurai porta il nome di Hara Kiri.

Elemento: acqua Colore: arancione Nota: re Mantra: Vam Pietre: corniola, corallo, pietra di luna (adularia) Pianeta: Luna Metallo: stagno Profumo: Ylang-ylang Senso: gusto Affermazione: «Io sento» Demone: Colpa

Svadhisthana, che significa «dolcezza»

Terzo Chakra

è il cakra del Plesso Solare, localizzato circa tre dita sopra l’ombelico. Fisicamente influenza lo stomaco, il fegato, la milza e il pancreas. È detto anche «porta dell’Energia», controlla le emozioni ed è il termometro del potere personale (dunque dell’autostima).

Il suo nome in sanscrito è Manipura, che significa «Gemma rilucente». Il Plesso Solare è la centralina elettrica del nostro sistema nervoso e dovrebbe essere sempre perfettamente funzionante, mentre in realtà è proprio a livello del terzo cakra che si verificano le più vistose disarmonie energetiche: tutte le emozioni inespresse vanno a ingolfarsi lì, provocando un imponente blocco energetico responsabile di tanti disturbi «inspiegabili».

È l’anello di congiunzione tra le manifestazioni materiali dell’esistenza e quelle legate alla nostra componente spirituale: dal suo equilibrio dipende, quindi, la trasformazione dell’energia materiale in energia spirituale.

Elemento: fuoco Colore: giallo Nota: mi Mantra: Ram Pietre: ambra, topazio, occhio di tigre Pianeta: Marte Metallo: ferro Profumo: lavanda, rosmarino, bergamotto Senso: vista Affermazione: «Io posso» Demone: Vergogna

Manipura, che significa «Gemma rilucente»

Quarto Chakra:

è associato al timo, risiede nella cavità toracica, all’altezza del cuore e il suo nome in sanscrito è Anahata, che significa «Non colpito».

Influenza l’attività cardiaca, la circolazione sanguigna e i polmoni. La buona attività del quarto cakra porta l’individuo a essere altruista, disinteressato, sereno e attraverso l’Amore lo rende capace di comprendere se stesso e gli altri.

È la sede del Maestro Interiore. L’apertura del cakra del Cuore è la «Grande Promessa» dell’Età dell’Acquario.

Elemento: aria Colore: verde Nota: fa Mantra: Yam Pietre: smeraldo, quarzo rosa, tormalina Pianeta: Venere Metallo: rame Profumo: rosa Senso: tatto Affermazione: «Io amo» Demone: Dolore

Anahata, che significa «Non colpito».

Quinto Chakra:

associato alla tiroide, è localizzato alla base della gola e fisicamente controlla le funzioni respiratorie e l’emissione della voce, dunque anche la comunicazione.

È un centro di purificazione che permette all’individuo la sintesi delle idee in simboli e gli conferisce buona comunicativa, estroversione e creatività sul piano spirituale. Il suo nome in sanscrito è Visuddha, che significa, appunto, «Purificazione».

Elemento: suono Colore: azzurro intenso brillante Nota: sol Mantra: Ham Pietre: turchese, sodalite, acquamarina, calcedonio Pianeti: Mercurio e Nettuno Metallo: mercurio Profumo: eucalipto Senso: udito Affermazione: «Io parlo» Demone: Menzogna

Visuddha, che significa, «Purificazione».

Sesto cakra:

è associato alla ghiandola pituitaria, meglio conosciuta come ipofisi e risiede in mezzo agli occhi, tra le sopracciglia. È il celebre terzo occhio degli orientali. Fisicamente, influenza il cervello e la vista. Attraverso l’apertura di questo cakra si può operare su tutti i piani, fisici o energetici, si ha la facoltà di trasmettere il pensiero, di spostare gli oggetti, di vedere i corpi sottili.

Nel sesto cakra scorre l’Energia intesa in senso Cosmico. Attivarlo significa varcare la frontiera mistica, giungere alla realizzazione spirituale e alla saggezza acquisita attraverso la Conoscenza di Sé. È il ponte, il Centro Armonizzatore, che unisce il finito all’infinito, permettendo di allontanare gli elementi negativi dalla coscienza e di riorganizzare le energie in maniera positiva.

In sanscrito viene chiamato Ajna, che significa «Conoscere, percepire, comandare».

Elemento: luce Colore: indaco (che è un blu/violetto) Nota: la Mantra: Om Pietre: lapislazzuli, zaffiro, ametista Pianeta: Giove Metallo: argento Profumo: menta, gelsomino Affermazione: «Io vedo» Demone: Illusione

Ajna, che significa «Conoscere, percepire, comandare».

Settimo cakra:

è associato alla ghiandola pineale o epifisi, ritenuta fin dall’antichità la sede dell’Anima e risiede sulla sommità della testa. Il suo nome in sanscrito è Sahasrara, che significa «Fiore (o Loto) dai mille petali».

È detto anche cakra della Corona ed è quello dell’autodeterminazione sul Piano Spirituale, immagine speculare, sul piano dello spirito, del primo cakra. L’aureola con la quale vengono dipinti i Santi e gli Illuminati è la rappresentazione grafica dell’apertura di Sahasrara.

Fisicamente gli corrispondono la corteccia cerebrale e il sistema nervoso centrale. Le disfunzioni del settimo cakra sono responsabili delle apatie, delle depressioni e degli stati confusionali. Con la completa attivazione di esso si raggiunge quella che viene chiamata l’Illuminazione, ossia si ha la vera realizzazione dell’Amore Universale e della Consapevolezza Cosmica. Solo pochi uomini in ogni epoca sono riusciti o possono riuscire a raggiungere questo piano, che si identifica con l’Infinito, la Pace, la Saggezza e la piena Consapevolezza della propria Natura Divina, ma è pur vero che l’apertura di Sahasrara è il destino comune di tutta l’Umanità.

Elemento: pensiero Colore: viola (ma anche bianco e oro) Nota: si Mantra: So ham Pietre: diamante, cristallo di rocca, ametista Pianeti: Sole e Urano Metallo: oro Profumo: olibano, incenso Affermazione: «Io so» Demone: Attaccamento

Sahasrara, che significa «Fiore (o Loto) dai mille petali»

Alessandro Dc | info@dcreiki.com | +39 351 7492805