Il termine chakra letteralmente significa disco. Tale è la coincidenza, che in epoca moderna i dischetti sono le comuni unità di memoria delle informazioni programmate. Possiamo servirci di questa analogia e pensare ai chakra come a floppy disk che contengano programmi vitali.

Noi possediamo un programma di sopravvivenza che ci avverte quando dobbiamo mangiare, quante ore dobbiamo dormire, quando indossare un maglione. Esso contiene dettagli come di quanto denaro riteniamo di aver bisogno, di ciò che siamo disposti a fare per quel denaro, di che cosa costituisce una minaccia per la nostra sopravvivenza e che cosa ci fa sentire al sicuro. Allo stesso modo abbiamo dei programmi per la sessualità, potere, amore e comunicazione. Secondo questa analogia possiamo considerare il settimo chakra il sistema operativo. Esso rappresenta il modo in cui organizziamo e interpretiamo tutti i nostri programmi.

Nel mondo dei computer la tecnologia fa passi talmente rapidi, che i programmi scritti dieci anni fa ora sono assolutamente superati. La stessa cosa accade anche con molti dei programmi che ci sono stati dati quando eravamo bambini. Ad esempio, i ruoli sessuali tradizionali sono incompatibili con le relazioni paritarie e dagli sforzi della coppia moderna si stanno evolvendo nuovi modelli. Un alcolizzato segue un programma per la guarigione e sono necessari dei programmi per ottenere una perdita di peso o per laurearsi. Tutti noi funzioniamo con degli insiemi di programmi, che possono essere coscienti o meno. L’impresa che ci sta dinnanzi consiste nel trovare il programma ed eliminarne gli errori.

I chakra contengono subroutine programmate che modellano il nostro comportamento. Mangiare eccessivamente è una subroutine del chakra della sopravvivenza. Perdere la calma potrebbe essere una subroutine inconscia di un chakra del potere in eccesso. La meditazione può essere una subroutine conscia del nostro settimo chakra.
Secondo questa analogia il nostro corpo è l’hardware, la nostra programmazione è il software e il Sé è colui che li usa. Tuttavia non siamo stati noi a scrivere per intero questi programmi e parte del loro linguaggio è talmente arcaico da essere diventato incomprensibile. È certo un’impresa eroica quella di identificare i nostri programmi e di riscriverli tutti continuando a vivere la nostra vita, e tuttavia questo è il compito del guarire. Il che diventa ancora più difficile quando ci rendiamo conto che ciascuno dei nostri programmi personali fa parte di un più vasto sistema culturale che ci è possibile controllare poco o nulla.

Il sistema dei chakra può essere usato come strumento per combattere i virus, per eliminare i difetti e riprogrammare la nostra vita. Se siamo in grado di imparare questo a livello individuale, forse possiamo applicare gli stessi metodi alla nostra cultura e all’ambiente.
Esiste anche un altro importante aspetto di questa analogia, che spesso diamo per scontato, vale a dire l’energia di base che fa funzionare il tutto. Il computer più sofisticato, con megabytes di software, è inutile senza l’elettricità. Ciò che attiva ciascuno e tutti i nostri programmi è l’energia che immettiamo nel sistema. Intricati diagrammi interni di flusso decidono quale area attivare e quando. Quando lo stomaco è vuoto vengono attivati i centri della fame e in seguito a certi stimoli vengono risvegliati i centri sessuali.

Per essere in grado di comprendere un essere umano, dobbiamo prendere in esame il flusso di energia presente nel sistema. Possiamo pensare a questa energia in termini di eccitazione, carico, attenzione, consapevolezza, o semplicemente energia vitale. (Alcuni sistemi spirituali la descrivono come chi, ki, o prana). La nostra comprensione dei chakra deriva da un’analisi strutturata dell’energia che scorre attraverso il corpo di una persona, dal suo comportamento e dall’ambiente.
Il modello di Sally potrebbe essere quello di ignorare il suo corpo e vivere totalmente nella testa. Il modello di Luca potrebbe essere quello di respingere le persone ogni qualvolta gli si avvicinano e allo stesso tempo di parlare troppo nel tentativo di tenerle occupate. Lucia potrebbe vagare da un lavoro all’altro, senza riuscire mai a tenerne uno abbastanza a lungo da ottenere una promozione e potrebbe dare una bassa immagine di sé a causa della sua mancanza di successo. Questi modelli possono essere visti quale espressione del modo in cui i programmi dei chakra guidano i nostri biocomputer umani.

È piuttosto comune possedere un ottimo programma e non sapere come attivarlo. Le persone che hanno problemi di peso spesso sanno esattamente cosa dovrebbero o non dovrebbero mangiare, o che esercizi dovrebbero fare. Ma attivare questi programmi è tutta un’altra faccenda. L’attivazione richiede un carico di energia che si muova lungo le correnti psichiche del corpo.

Per poter far funzionare qualunque nostro programma, dobbiamo attivare le nostre correnti energetiche (fig. 0-4). Come accade per l’elettricità, la nostra corrente è bipolare. Il corpo umano è più lungo che largo e dunque le nostre linee energetiche più importanti scorrono verticalmente, mentre delle correnti più sottili scorrono in altre direzioni. In tal modo si hanno due polarità essenziali: la polarità geocentrica, che contattiamo con il nostro corpo e la polarità della coscienza, di cui facciamo esperienza con la mente.
Quando il contatto energetico è stabilito attraverso il corpo è detto collegamento. Il collegamento proviene dal contatto materiale che stabiliamo con la terra, in particolar modo attraverso i piedi e le gambe. Affonda le radici nella sensazione, nell’emozione, nell’azione e nella solidità del mondo materiale. Il collegamento ci fornisce

“quella connessione che ci fa sentire sicuri, vivi, centrati su noi stessi e radicati nel nostro ambiente.
La consapevolezza, d’altro canto, ci deriva da quell’entità elusiva che chiamiamo mente. È la nostra comprensione interiore, la nostra memoria, i nostri sogni e le nostre convinzioni. Organizza anche le informazioni che riceviamo dai nostri sensi. Quando la consapevolezza è scollegata dal corpo è ampia e vaga, onirica e vuota, ma capace di grandi viaggi. Quando è collegata al nostro corpo allora si ha un’energia dinamica che scorre lungo il nostro intero essere. In tal modo il regno dello spirito diviene incarnato, concreto e realizzato. Di fatto, abbiamo inserito il sistema, esattamente come inseriamo il nostro stereo in modo da poterci sintonizzare su varie frequenze. In tal modo i chakra diventano una sorta di stazioni che ricevono e trasmettono su diverse frequenze.
Anima e spirito sono l’espressione di queste polarità. Secondo l’uso che faccio di questi termini, vedo l’anima come qualcosa che tende a coalescere verso il corpo e che si protende verso la forma, l’attaccamento e l’emotività, mentre lo spirito tende a muoversi verso la libertà e l’espansione della coscienza. L’ anima è l’espressione individuale dello spirito e lo spirito è l’espressione universale dell’anima. Essi sono connessi e accresciuti l’uno dall’altro.